Il Lacrima di Morro D’Alba ha resistito al diffondersi di vitigni più produttivi ed attualmente non corre più il rischio di estinguersi. E’ l’ultimo nato della grande famiglia dei vini marchigiani, avendo ottenuto il riconoscimento D.O.C. nel 1985. Si ottiene da un vitigno autoctono unico, conosciuto con il nome di Lacrima. Tuttavia possono concorrere alla sua produzione uve di Montepulciano e Verdicchio, in misura non superiore al 15%. Viene prodotto in un ristretto territorio a nord del fiume Esino comprendente i comuni di Morro D’Alba, Monte San Vito, San Marcello, Belvedere Ostrense, Ostra e Senigallia, con esclusione dei fondi valle e dei versanti delle colline del comune di Senigallia prossimi al mare. Il vitigno è molto antico, tanto che se ne parla fin dai tempi dei Barbarossa. Il vino ha un aspetto di color rosso rubino, con sfumature violacee; il profumo è intenso ed il sapore è asciutto. La gradazione alcolica non deve essere inferiore agli 11 gradi. In abbinamento ai cibi, è possibile consigliarlo anche con antipasti di pesce e con carni bianche. Moderatamente invecchiato, può essere abbinato a piatti forti.
Vengono prodotte tre tipologie di vino:
- base (vendita consentita dopo il 15 dicembre dell’anno di vendemmia)
- superiore (gradazione minima 12 gradi vendita consentita dopo il 1° settembre dell’anno successivo alla vendemmia)
- passito (gradazione minima 15 gradi vendita consentita dopo il 1° dicembre dell’anno successivo alla vendemmia)